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le origini del gatto e la sua alimentazione |
di VETERINARIO - Dott.ssa Federica Dolfi
Per comprendere meglio certe abitudini alimentari del gatto è necessario tornare alle sue origini, che anche se molto lontane influenzano il suo comportamento, dal modo di cibarsi, alla siesta, all'uso della cassetta.
Il gatto è un piccolo mammifero omeotermo e fa parte di una classe di sole 1500 specie su un milione di specie animali. La sua origine la dobbiamo all'evoluzione dai rettili, ben 200 milioni di anni fa, ma della sua presenza di predatore ne abbiamo conoscenza solo 70 milioni di anni fa, quando iniziarono a distinguersi nelle numerose famiglie ancora esistenti.
Il gatto domestico origina dal Felis lybica, un gatto selvatico africano tuttora esistente, che ben 4500 anni fa decise di avvicinarsi all'uomo, si presuppone, per la facilità di reperire le prede preferite, i topi.
Lasciamo agli studiosi dell'evoluzione la storia del gatto anche se è doveroso ricordare che, nel Medioevo, la chiesa aveva considerato il gatto un animale demoniaco da perseguitare, tanto che per la festa di S. Giovanni si usava bruciarli vivi sulle pubbliche piazze. In conseguenza di questo i topi proliferarono e diffusero la peste in tutta Europa. Solo quando si capì che le streghe non potevano trasformarsi in gatti, questi adorati animali ritornarono nelle nostre case!
Il gatto è quindi un animale originario del deserto, aveva la necessità di cacciare le sue prede la notte quando la temperatura si abbassava e gli animali predati svolgevano la loro maggiore attività, mentre dovevano contrastare il caldo e la disidratazione nelle ore diurne, imponendosi lunghe sieste.
Un meccanismo fisiologico del gatto, che ci conferma la sua origine desertica, è assolto dai reni, che in questo animale, hanno una notevole capacità di concentrare le urine riducendo al minimo l'eliminazione di acqua.
Questo è uno dei motivi che spiega il basso assetamento del gatto rispetto, ad esempio, al cane.
Il gatto domestico è un animale predatore, carnivoro stretto, per cui la sua alimentazione è basata principalmente sulle proteine animali (uccelli, piccola selvaggina, topi, ratti, lucertole, ecc.). Con la domesticazione l'uomo ha introdotto maggior quantità di fibre nell'alimentazione, inizialmente per il cambiamento di habitat del gatto, che è per la maggior parte di loro l'ambiente urbano, e per molti la sola casa dell'uomo,successivamente a scopo economico, quindi, non dovendo più procacciarsi il cibo, il gatto ha variato la sua alimentazione.
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